Magneti Marelli




 
 

La WEBER

Il suo fondatore EDOARDO WEBER nacque a Torino nel 1889 da padre svizzero e madre piemontese; ottenuta a Torino la laurea in ingegneria meccanica, Weber si trasferisce a Bologna nel 1913 come capofficina della locale filiale FIAT.
 
La grande competenza nell’ambito della meccanica, unita a un forte spirito imprenditoriale lo condurrà, negli anni immediatamente seguenti la Grande Guerra, a fondare con un gruppo di soci la Fabbrica Italiana Carburatori Weber.

Econo Superalimentatore

Il primo prodotto dell’azienda è un carburatore con vaporizzatore per autocarri.
 
Successivamente grazie alle continue ricerche nel settore dell’alimentazione dei motori a combustione, inventa un nuovo carburatore chiamato Econo superalimentatore, il primo carburatore a doppio corpo differenziato.
 
Grazie a questo, l’Azienda, dopo le prime difficoltà iniziali, divenne ben presto il punto di riferimento per tutti i concorrenti del mercato.

Le competizioni

Il grande successo commerciale come componentistica per auto di serie spinse Weber a tentare la strada rischiosa ma affascinante del mercato delle vetture da competizione.
 
La sfida delle corse fu vinta, tanto che i carburatori usciti dallo stabilimento Weber equipaggiarono, nella decade a cavallo tra gli anni venti e trenta, le più prestigiose e vincenti case automobilistiche mondiali, su tutte Maserati ed Alfa Romeo.

Il carburatore a doppio corpo

L’impegno profuso nelle competizioni si tradusse in una ricerca tecnologica ad alto livello che sfociò nella realizzazione di prodotti di qualità eccellente; ricordiamo, oltre al carburatore a doppio corpo, il carburatore con 2 vaschette, capace di mantenere costante l’arrivo del carburante ai cilindri, evitando gli effetti negativi della forza centrifuga in curva.

Il nuovo stabilimento

Tra il 1936 e il 1937 la FIAT, per alleggerire la propria dipendenza dal monopolio esercitato dai carburatori francesi SOLEX, decise di effettuare delle prove di collaudo con quelli prodotti dalla Weber.
 
A seguito di riscontri positivi, tra le due società venne siglato un accordo che sancì l’ingresso dell’azienda bolognese nell’orbita FIAT.
 
In seguito a questo accordo viene costruito un nuovo stabilimento in via del Timavo (attuale sede MM Powertrain).

Morte di Edoardo Weber

Dopo la tragica morte di Edoardo Weber il 17 maggio 1945, la FIAT aumentò la sua partecipazione nel capitale della Società, tanto da assumerne il controllo: in tale occasione manda uno dei suoi esponenti di punta a condurla.

Il dopoguerra

Negli anni seguenti la Seconda Guerra Mondiale, la Weber si consolidò nel ruolo di leader nella produzione di carburatori, ma la vera svolta avvenne nel 1956, quando la Citroèn per superare i gravi problemi di alimentazione del suo modello di punta, la DS 19, si rivolse all’Azienda bolognese che, con grande professionalità gli risolse tutti i problemi.
 
Le ripercussioni di questa decisione furono straordinarie: la stima e l’apprezzamento guadagnate per l’eccellente lavoro aprirono la strada alla Weber per il mercato europeo.

Il boom economico

Negli anni ‘50 e ‘60, grazie al boom economico, l’azienda deve trasformarsi per fronteggiare la produzione crescente e all’adeguamento delle prime normative in materia di controllo sulle emissioni inquinanti.
 
A tal fine viene costruita un’altra ala nello stabilimento di Via del Timavo e viene spostata la fonderia a Crevalcore.

Gli anni '70

Negli anni ’70, lo sviluppo aziendale comincia a rallentare, pagando le conseguenze delle difficoltà economiche di FIAT ma anche della crisi energetica internazionale seguita allo scoppio della guerra dello Yom Kippur del 1973.
 
Per superare queste criticità e risollevare la Società, i vertici Weber decisero, nei primi anni ’80 di riorganizzare profondamente l’Azienda.
 
Essi capirono che in un mercato in grande evoluzione come quello dell’automobile (si iniziava a parlare di World Car) era necessario impiantare le attività in prossimità dei centri di produzione delle case costruttrici straniere.
 
Vennero perciò acquisite partecipazioni di controllo in aziende locali in Brasile, Stati Uniti e Spagna.
 
La Weber, da piccola officina bolognese, divento così una multinazionale.

Raggruppamento Controllo Motore

Nel 1986 FIAT, a seguito di un accordo col costruttore transalpino MATRA, acquisisce il controllo della SOLEX, per quasi 60 anni tenace rivale della Weber.
 
Nasce nel 1987 il Raggruppamento Controllo Motore della Magneti Marelli, in cui confluiscono l’azienda bolognese e quella transalpina.

Gli anni 80-90

La decade ’80-90’ fu certamente un periodo epocale per l’industria Automotive a causa del prepotente avvento dell’elettronica.
 
Questo, unito all’introduzione obbligatoria di normative sempre più restrittive in materia di inquinamento, sancì in modo decisivo la fine del carburatore, il cui ultimo esemplare usci dallo stabilimento bolognese nel 1992.

L'iniezione elettronica

La WEBER MARELLI è stata una delle pochissime aziende al mondo in grado di trasformarsi da azienda con competenze di controllo motore basate sul carburatore a quelli basati sull’iniezione elettronica.
 
A riprova, nel 1993 al Raggruppamento Controllo Motore vengono assegnati importanti programmi di produzione per la Volkswagen POLO e GOLF e per alcune vetture FORD.
 
Contemporaneamente, inizia la fornitura dei sistemi di iniezione elettronica multipoint per FIAT PUNTO.
 
Nel 1994 viene assegnato il programma VOLVO con acceleratore a comando elettronico, ed iniziano le forniture per il sistema di iniezione per HARLEY DAVIDSON.

L'espansione dell'azienda

Negli anni che vanno dal 1995 a oggi, l’espansione dell’azienda ha permesso di acquisire grandi clienti tra cui, Mercedes, Ferrari, Lamborghini con la fornitura del cambio robotizzato.
 
E la fornitura dei sistemi di iniezione per Alfa Romeo, Fiat, Peugeot, Citroen, Renault e Volkswagen.

Magneti Marelli Powertrain

Nel 2001 c’è stata una nuova svolta a livello organizzativo; al posto del vecchio Raggruppamento Controllo Motore nacque Magneti Marelli Powertrain.
 
Magneti Marelli Powertrain oggi punta a diventare un leader mondiale nella progettazione e produzione di componenti per motori benzina e diesel, oltre che per i cambi robotizzati.
 
Una missione difficile e ambiziosa ma che, anche guardando alla storia dell’azienda e alle sfide già vinte in passato, può senz’altro essere raggiunta.
 

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